Isteroscopia

 

Descrizione Residui abortivi e placentari


   

 

PATOLOGIE ISTEROSCOPICHE NON COMUNI

 

RESIDUI PLACENTARI POST-ABORTIVI E POST-PARTUM

Questa patologia consiste nella presenza di materiale abortivo o frammenti di placenta che rimangono all'interno dell'utero dopo un raschiamento per aborto o per una emorragia post-partum, dopo un parto senza apparenti complicazioni, dopo una interruzione di gravidanza.

E' molto imporatante diagnosticarla in tempo poichè, se trascurata, può portare ad infezioni, alla formazione di aderenze all'interno dell'utero con perdita delle mestruazioni e della fertilità. Solo una isteroscopia diagnostica precoce può fare diagnosi e solo con una isteroscopia operativa si può risolvere il problema

SINTOMI:

    1.   persistenza di sanguinamenti uterini anomali dopo un aborto o un parto spontaneo o con taglio cesareo

    2.   presenza di dolori addominali e febbre 

    3.   amenorrea o ipomenorrea (mestruazioni assenti o scarse) dopo il raschiamento

    4.   sospetto di presenza di residui all'interno dell'utero rilevati con una ecografia di controllo

 

DIAGNOSI:

      1.   ECOGRAFIA DI CONTROLLO TRANSVAGINALE

      2.   ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA

L'ecografia va fatta appena compaiono i sintomi suddetti e nel caso si sospetti la presenza di un residuo, seppur piccolo, bisogna fare subito una isteroscopia diagnostica. L'isteroscopia è più delicata in casi come questi perchè l'utero di recente gravido è più delicato. le pareti sono più molli e maggiori i rischi di perforazione. L'isteroscopista pertanto deve essere particolarmente esperto e conoscere benissimo la tecnica onde evitare danni e complicazioni quali false strade e perforazioni.

Con queste attenzioni l'isteroscopia può essere fatta anche dopo pochi giorni dal parto o dall'aborto utilizzando in questo caso la soluzione fisiologica come mezzo di distensione per poter rimuovere sangue e detriti presenti

TECNICA CHIRURGICA (ISTEROSCOPIA OPERATIVA)

  1. bisogna fare molta attenzione alla sede e all'estensione del residuo
  2. è necessario scegliere bene le anse da usare (fredde e termiche di vario tipo a seconda di sede ed estensione
  3. usare solo corrente da taglio puro
  4. togliere a freddo se possibile la parte molle ed esuberante
  5. fare attenzione nell'attivare la corrente rimanendo sempre lontani dalle pareti uterine
  6. usare le anse termiche equatoriali che hanno un rischio di perforazione più basso
  7. usare le anse fredde per enucleare la base del residuo che spesso si infiltra nella parete uterina (corion o placenta accreta) 

ACCORGIMENTI E PRECAUZIONI:

  1. eseguire una RCU (raschiamento) per aborto entro 24 ore dalla diagnosi
  2. evitare lunghe attese aspettando una espulsione spontanea e facendo ripetute ecografie
  3. eseguire una RCU per emorragia postpartum quanto prima se si sospetta la presenza di un frammento di placenta all'interno dell'utero
  4. dopo un primo raschiamento, fare subito una isteroscopia diagnostica in presenza di sanguinamenti uterini, amenorrea o ipomenorrea o se l'ecografia sospetta la presenza di materiale endouterino
  5. usare accortezza e prudenza nell'introduzione dell'isteroscopio all'interno dell'utero
  6. rimandare l'esame a centri specializzati se non si ha esperienza adeguata
  7. evitare nella maniera più assoluta di ripetere il raschiamento (ogni raschiamento aumenta il rischio di formazione di aderenze intrauterine)
  8. abolire gli esami di cavità (i raschiamenti fatti per sanguinamenti uterini anmali non legati all'aborto o al parto)
  9. sottoporre la paziente a terapia antibiotica

TUTTO QUESTO ALLO SCOPO DI EVITARE LA GRAVE SINDROME DI ASHERMAN!!!!!! CON PERDITA DI MESTRUAZIONI E FERTILITA'

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