Isteroscopia

 

Descrizione Sinechiolisi Isteroscopica


   

 

SINDROME DI ASHERMAN (IUA OVVERO ADERENZE INTRAUTERINE)

E' una patologia causata da traumatismi ripetuti sull' endometrio che riveste le pareti della cavità uterina che portano alla formazione di aderenze all'interno dell'utero. Queste aderenze portano all'amenorrea (assenza delle mestruazioni) e alla perdita, temporanea o definitiva della fertilità

CAUSE:

1) R.C.U. (raschiamento) per emorragia postpartum o in puerperio, per aborto spontaneo, interno specie se ripetuti eseguito sia con curette metallica che per aspirazione

2) Esame di cavità in peri e postmenopausa

3) I.V.G. (interruzione volontaria di gravidanza)

4) residui corioplacentari post-partum o post-abortivi

5) endometriti

GENESI:

1) traumatica (distruzione dell'endometrio e rimozione dello strato basale)

2) flogistica ( ritenzione di residui corioplacentari e cntemporanei fenomeni di flofosi e necrosi degli stessi )

3) formazione di  aderenze tra le pareti uterine traumatizzate e cruentate)

4) ritardo oltre le 48 ore della procedura terapeutica (raschiamento)

5) formazione di collagene e fenomeni di trombosi focali dove viene esercitato il trauma o lasciato un rediduo placentare

6) isteroscopie diagnostiche mal eseguite a seguito di false strade o perforazioni 

7) isteroscopie operative per miomi sottomucosi, ablazione endometriale o metroplastica specie se mal eseguite o con complicazioni

8) pregresso Taglio Cesareo, miomectomie laparoscopiche o laparotomiche

9) tubercolosi dell'apparato genitale

 

TIPOLOGIA

La sindrome di Asherman viene divisa a seconda della gravità in 4 tipi

1) Tipo I: sinechie sottili o velamentose

2) Tipo II: sinechie fibrose uniche

3) Tipo IIa: sinechie istmiche obliteranti con cavità uterina normale

4) Tipo III: sinechie fibrose multiple con possibile obliterazione di un recesso tubarico

5) Tipo IIIa: esteso interessamento delle pareti uterine

4) Tipo IIIb: combinazione dei tipi IIIa e IIIb

5) Tipo IV: sinechie fibrose estese con fusione della cavità uterina e interessamento di entrambi i recessi tubarici

 

DIAGNOSI

CLINICA

1) amenorrea, ipomenorrea, dismenorrea, dolori pelvici

2) sterilità successiva a un raschiamento

3) ematometra (raccolta di sangue mestruale all'interno dell'utero) dopo un raschiamento

STRUMENTALE

1) Isteroscopia diagnostica che permette una visione diretta della cavità uterina con diagnosi di presenza ed estensione delle aderenze

2) isterosalpingografia, ecografia transvaginale, sonoisterografia

L'isteroscopia è l'esame che dà assoluta certezza della sindrome e l'ecografia ha la sola funzione a mio avviso di valutare la presenza di endometrio residuo

L'ecografia riveste un ruolo importante in corso dell'intervento chirurgico per guidare l'operatore nel seguire con gli strumenti la giusta direzione e diminuire il rischio di perforazioni

OBIETTIVI

1) lisi delle sinechie

2) recupero di una regolare morfologia della cavità uterina e dei recessi tubarici

3) ripristino delle mestruazioni e della fertilità

TECNICA OPERATORIA

Differisce a seconda del tipo e della gravità della sindrome

1) Tipo I: lisi con l'estremità dell'ottica o con microforbici tagliando la parte mediana delle sinechie. Nesssuna anestesia

2) Tipo II: lisi con microforbici o con elettrodo bipolare. Nessuna anestesia

3) Tipo IIa: lisi con micropinze e microforbici, possibile ricorso all'anestesia e al controllo ecografico

4) Tipo III: lisi con micropinze e microforbici, con elettrodo bipolare, con ansa termica monopolare  per rimuovere aree di fibrosi. Necessaria anestesia generale e controllo ecografico intraoperatorio

5) Tipo IV: assenza di punti di riferimento. Controllo ecografico intraoperatorio e anestesia generale d'obbligo. Utilizzo esclusivo di strumenti meccanici (micropinze e microforbici). Alto rischio di perforazioni. Frequente il ricorso a più interventi

I risultati per quanto riguarda il ripristino delle mestruazioni e della fertilità con possibilità di portare a termine una gravidanza sono proporzionati alla gravità della sindrome.

Nella nostra casistica (108 pazienti) solo una non ha recuperato nè il ciclo nè la fertilità dopo 5 interventi. Sono però scomparsi i dolori pelvici. Per fortuna aveva 3 figli. Tutte le altre hanno riavuto il ciclo anche dopo 2 anni e mezzo di amenorrea e portato a termine la gravidanza ove desiderata. 

 

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